ADR: Risoluzione alternativa delle controversie

Soprattutto nell’ultimo decennio il nostro ordinamento processuale civile si è arricchito dei sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (procedimenti ADR Alternative Despute Resolution).

Negli ultimi anni l’ADR ha conosciuto uno sviluppo notevole che ha portato, accanto ai sistemi di conciliazione e definizione delle controversie tra utenti e gestori telefonici o di altri servizi di pubblica utilità, gli istituti della mediazione e della negoziazione assistita da avvocati che si affiancano ai più risalenti istituti della transazione e dell’arbitrato.

In questo articolo l’Avv. Simona Giorgi, titolare di uno Studio Legale a Latina ed esperta nelle varie branche del Diritto Civile, ci illustra i due strumenti attraverso cui è possibile fare a meno del Tribunale e della causa civile: la Mediazione e la Negoziazione assistita.

La Mediazione

La Mediazione è un sistema di risoluzione delle controversie che si svolge davanti a un mediatore abilitato presso un organismo accreditato al Ministero della Giustizia.

Il mediatore è un soggetto terzo ed imparziale rispetto alle parti e all’oggetto della controversia e non esercita funzioni giurisdizionali ma di direzione, coordinamento e controllo della procedura. Ha il potere di formulare proposte di accordo.

Casi in cui è possibile accedere alla mediazione

Il d. Lgs. 280/2010 ha distinto le ipotesi di mediazione obbligatoria e mediazione facoltativa. La prima deve essere esperita in tutti i casi in cui si disputi in materia di:

  • Divisione di immobili e divisione ereditaria
  • Successione ereditaria
  • Diritti reali
  • Condominio
  • Responsabilità medica
  • Contratti bancari, assicurativi e finanziari
  • Locazione e affitto di aziende
  • Comodato
  • Patti di famiglia
  • Risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa o altra forma di pubblicità

La mediazione è sempre facoltativa per tutte le altre materie.

Al primo incontro in mediazione le parti manifestano la loro volontà di proseguire con il procedimento o no. Se proseguono e trovano un accordo questo è formalizzato nel verbale di conciliazione che costituisce titolo esecutivo.

I vantaggi della mediazione sono diversi.

Il primo, di ordine pratico, è nel fatto che il confronto tra le parti e il contenuto dell’accordo non sono vincolati al principio della domanda come invece accade nel processo civile, nel quale la domanda deve essere precisata e circoscritta sin dall’atto introduttivo, con limitati margini di modificazione della stessa ex art. 183 c.p.c, e la sentenza deve decidere in ordine alla domanda e non oltre i limiti di essa.

Ma non solo. L’accordo non può essere impugnato sicché la risoluzione della controversia in modo certo e definitivo può essere ottenuta in tempi notevolmente più rapidi e con risparmio di denaro.

Gli altri vantaggi sono di ordine fiscale.

È riconosciuto un credito di imposta e la registrazione dell’accordo è esente da imposta fino al valore di 50.000 euro.

La Negoziazione assistita

È stata introdotta con d.l. 132/2014 convertito in legge 162/2014 ed è ancora più innovativa della mediazione di cui sopra.

In questo caso infatti tutto si svolge tra le parti stesse assistite dai loro avvocati senza la partecipazione di alcun soggetto terzo supra partes.

La legge precisa i casi in cui si deve obbligatoriamente esperire questo strumento lasciando alla volontà delle parti servirsene in ogni altro caso.

La negoziazione assistita è obbligatoria ed è quindi condizione di procedibilità della domanda in caso di:

  • Richiesta di pagamento di somme di denaro fino a 50.000 euro a qualsiasi titolo (e nei casi in cui non sia invece obbligatoria la mediazione);
  • Risarcimento danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti a motore;

La negoziazione assistita è invece facoltativa nei casi di separazione e divorzio

Il procedimento comincia con l’invito trasmesso da una parte a mezzo raccomandata o PEC.

L’invito deve contenere alcuni elementi essenziali.

La parte invitata, anche in questo caso, può aderire o meno.

Se aderisce si procede alla redazione della convenzione di negoziazione assistita con la quale le parti si impegnano a cooperare con lealtà e buona fede e gli avvocati le avvertono che dovrà essere sempre rispettata la legge.

L’accordo di negoziazione assistita costituisce titolo esecutivo.

Anche in questo caso è riconosciuto un credito di imposta relativo ai compensi corrisposti per l’esperimento della procedura.

In conclusione, gli strumenti di ADR qui succintamente illustrati rappresentano uno strumento valido ed efficace per dirimere le controversie non solo in modo rapido e molto più economico rispetto alla tradizionale via giudiziale ma anche in modo soddisfacente per tutte le parti coinvolte. Non si giunge infatti ad una pronuncia di accoglimento o rigetto ma ad una soluzione condivisa.